In Sicilia presentato un piano di legge contro la violenza su noi donne
“La violenza ai danni delle donne è diventato reato contro la persona. Si attuano così i principi fondamentali della Costituzione e le diverse risoluzioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità e dell’Unione Europea.
Ma tutto rischia di restare una semplice affermazione di principio in mancanza di una rete di assistenza e di sostegno che tuteli le vittime e prevenga i reati”.
Lo hanno detto i deputati della regione Sicilia del partito democratico Bruno Marziano e Roberto De Benedictis, che hanno presentato un disegno di legge per istituire nel sistema regionale una rete di relazioni fra Comuni, province, aziende ospedaliere, uffici scolastici provinciali, Forze dell’Ordine e Prefetture, Magistratura, organizzazioni sindacali, enti datoriali, associazioni del terzo settore e centri antiviolenza già esistenti e operanti sul territorio per assumere procedure omogenee.
Read MoreL’impegno delle donne contro la violenza su altre donne
Vi proponiamo qui di seguito le parole della parlamentare europea Silvia Costa e di tutte le altre donne presenti alla tavola rotonda organizzata a Roma il 4 dicembre per discutere della violenza contro le donne e dell’impegno delle donne in Europa.
“Un’attenta riflessione sulla violenza di genere, in particolare sulla violenza contro le donne non può prescindere dall’avere uno sguardo glocal, che metta insieme tutti gli Stati membri dell’Europa e vada oltre”.
“Proprio il 25 novembre, per il decennale dell’istituzione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, al Parlamento europeo abbiamo approvato a larghissima maggioranza una risoluzione che invita il Consiglio europeo, la Commissione europea e gli Stati Membri su obiettivi precisi ed azioni strategiche in questo campo”.
“E’ necessario un Piano strategico dell’Unione europea mirato e più coerente, con provvedimenti per combattere la violenza alle donne e misure concrete per prevenire tutte le forme di violenza, proteggere le vittime e perseguitare gli autori” .
“I Paesi europei devono migliorare le loro leggi e le politiche nazionali, tramite lo sviluppo di piani d’azione nazionali di ampia portata per la lotta alla violenza contro le donne, basati su un’analisi delle conseguenze per l’uguaglianza di genere della violenza esercitata contro le donne, rispondendo così in modo coordinato, impegnato e coerente alla necessità di sradicare tale violenza”.
Read MoreLe istituzioni dell’Unione: art. 189 – 314 del trattato di Amsterdam
PARTE QUINTA
LE ISTITUZIONI DELLA COMUNITÀ
TITOLO I: DISPOSIZIONI ISTITUZIONALI
CAPO 1: LE ISTITUZIONI, SEZIONE 1
IL PARLAMENTO EUROPEO
Articolo 189(20)
Il Parlamento europeo, composto di rappresentanti dei popoli degli Stati riuniti nella Comunità , esercita i poteri che gli sono attribuiti dal presente trattato.
Il numero dei membri del Parlamento europeo non può essere superiore a settecentotrentadue.
Articolo 190(21)
1. I rappresentanti, al Parlamento europeo, dei popoli degli Stati riuniti nella Comunità sono eletti a suffragio universale diretto.
2.(22) Il numero dei rappresentanti eletti in ogni Stato membro è fissato come segue:
Read MoreLe pari opportunità negli articoli del Trattato di Amsterdam
Qui di seguito trovate gli articoli del trattato di Amsterdam (trattato che istituisce la Comunità europea) inerenti esclusivamente le pari opportunità tra le donne e gli uomini dell’Unione europea.
Articolo 2 (ex articolo 2)
La Comunità ha il compito di promuovere nell’insieme della Comunità , mediante l’instaurazione di un mercato comune e di un’unione economica e monetaria e mediante l’attuazione delle politiche e delle azioni comuni di cui agli articoli 3 e 4, uno sviluppo armonioso, equilibrato e sostenibile delle attività economiche, una crescita sostenibile e non inflazionistica, un elevato grado di convergenza dei risultati economici, un elevato livello di protezione dell’ambiente e il miglioramento di quest’ultimo, un elevato livello di occupazione e di protezione sociale, il miglioramento del tenore e della qualità della vita, la coesione economica e sociale e la solidarietà tra Stati membri.
Read MoreIl programma d’azione comunitario 1991 – 1995
Avendovi illustrato,qualche tempo fa, i primi due programmi d’azione comunitaria è doveroso porre l’accento anche sul terzo programma, nato in un contesto socio economico sicuramente molto differente rispetto ai primi due ed in una prospettiva futura particolare come quella del mercato unico.
Buona lettura!
La Commissione europea, nel 1990, raccomandò agli Stati di raccogliere periodicamente informazioni relative ai modi in cui si badava ai bambini negli asili diffondendo le informazioni per stabilire i criteri di qualità per questi servizi; venne, inoltre, effettuato un finanziamento comunitario a favore delle zone rurali e per le famiglie maggiormente disagiate.
Rapporti periodici furono effettuati anche riguardo alle condizioni di protezione nei confronti delle donne in condizioni di gravidanza e maternità attraverso studi e diffusione di notizie relative alla natura di misure volte ad aiutare i genitori lavoratori.
Nel 1990 venne istituita un’organizzazione non governativa chiamata Lobby europea delle donne (LED).
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