Donne, come andare avanti nel lavoro?Ecco i consigli di Ella Bell
Una guida per le donne di tutte le culture, età ed esperienza che cercano di scalare la gerarchia aziendale in un mondo sempre più globalizzato e competitivo.
Tutto questo è “CAREER GPS: Strategies for Women Navigating the New Corporate Landscape” (GPS per la carriera: strategie per aiutare le donne a navigare nel mondo aziendale), il nuovo libro di Ella Bell, docente della Tuck School of Business (Usa), esperta in questioni razziali, carriera e sociologia comportamentale.
“La genesi del libro – spiega l’autrice a LABITALIA – è il risultato del mio lavoro come editorialista di “Working It” per Essence Magazine, una rubrica di consigli di carriera che si indirizza in particolare a donne afro-americane, ma che è stata vista anche fra le mani di donne appartenenti ad altri gruppi razziali e etnici, di tutte le professioni”.
Read MoreDonne, copriamoci se vogliamo rispetto!!!!!!!!!!

Marion Cotillard nello spot
Vuoi che gli uomini ti guardino negli occhi?
Copriti!!!!
Oppure mettiti delle tette in fronte, come suggerisce uno spot contro le molestie sul posto di lavoro che fa discutere.
Altrimenti, per quanto siate brillanti e in gamba, i maschi non ascolteranno ciò che dite, ma guarderanno il vostro décolleté…
Queste sono alcune delle risposte che sono state date da donne e uomini intervistati per un sondaggio.
A far tornare d’attualità l’annosa questione delle molestie sessuali subite dalle donne sul posto di lavoro è uno spot con l’attrice francese premio Oscar Marion Cotillard, il cui video sta facendo il giro della rete.
Il punto è: per le donne essere prese sul serio è un’impresa, e non è necessario subire una mano morta per sentirsi umiliate.
Read MoreLe donne europee nei consigli di amministrazione
In Italia la discussione è aperta sulla necessaria valorizzazione delle donne ai vertici dei consigli di amministrazione e nelle società quotate in Borsa:
alcune proposte di legge sono state presentate, ma quali sono gli esiti dell’esperienza in altri Paesi dell’Unione?
Ne parla Mariasilvia Runa in un articolo ’’Fattore donna’’, pubblicato nei giorni scorsi.
“Mentre a Strasburgo, la settimana scorsa, si è discusso in sessione plenaria sul divario tra la differenza salariale tra uomini e donne, congedi parentali e violenza domestica partendo come base per il dibattito dal Rapporto Tarabella, l’International Herald Tribune intitolava “The Female Factor” l’ articolo apparso il 28 gennaio scorso e avente come oggetto una ricerca che, partendo dall’adozione otto anni fa da parte del governo norvegese della legge che imponeva il 40% di donne nei consigli di amministrazione delle imprese, voleva offrire un panorama generale sulla situazione delle pari opportunità in Europa.
Read MoreMilioni di euro stanziati per le donne lavoratrici
“Abbiamo proprio voluto rendere il principio dell’uguaglianza un principio concreto.
Passando dall’enunciazione dei principi ai fatti, prevedendo delle sanzioni molto severe per quei datori di lavoro che discriminano le donne sia nell’accesso al mondo del lavoro, sia nella progressione in carriera, sia nella formazione attraverso sanzioni che arrivano a cinquanta mila euro di multa”.
E’ questo ciò che ha affermato il ministero per le Pari Opportunità Mara Carfagna, intervistata nella trasmissione televisiva “Mattino 5”.
“Soltanto attraverso la sanzione – ha proseguito – si riesce ad ottenere quell’effetto deterrente e anche nel caso in cui si verifichi l’atto discriminatorio quell’effetto repressivo e quindi stabilire lo status ante.
Noi stiamo puntando molto su questa battaglia e rivoluzione culturale, però servono anche delle sanzioni che facciano rispettare questi divieti di discriminazione perché purtroppo le donne oggi nel mondo del lavoro sono ancora molto discriminate sia nell’accesso al mercato del lavoro, sia per quanto riguarda la retribuzione, a parità di mansione le donne continuano purtroppo ad avere una retribuzione inferiore rispetto agli uomini”.
Interpellata sulla situazione dell’occupazione femminile in Italia rispetto al resto d’Europa, il ministero ha osservato che “purtroppo il tasso di occupazione femminile in Italia è basso.
È basso perché il Mezzogiorno purtroppo offre ancora poche possibilità alle donne, il tasso di occupazione femminile al nord si attesta intorno al 60 per cento ed è una media europea.
Al Mezzogiorno siamo purtroppo ancora intorno al 30 per cento per questo stiamo puntando moltissimo non solo sui servizi di assistenza all’infanzia che possono aiutare le donne a conciliare i tempi di vita e di lavoro ma sto puntando ad ottenere, e mi auguro di riuscirci, il rifinanziamento della 215, quella legge che prevede agevolazioni fiscali per le donne che vogliono avviare un’attività di impresa, la mia idea è quella di circoscriverla al Mezzogiorno d’Italia, cioè fare in modo che queste agevolazioni fiscali siano indirizzate alle donne del mezzogiorno, perché altrimenti il Mezzogiorno anche da un punto di vista delle opportunità che il mercato del lavoro offre alle donne continua ad essere una zavorra per il resto del Paese e non possiamo più permettercelo.”
Read MoreLavoro: parità fra uomo e donna? Sì, ma nel 2033!
La parità in termini di forze di lavoro tra uomini e donne sembra ancora lontana.
E non sarà raggiunta prima del 2033.
Questo è quanto è emerso da uno studio di Manageritalia, secondo il quale le donne costituivano il 30,8% della forza lavoro nel 1960, il 29% nel 1970, il 37% nel 1995 e il 41% a fine 2009.
Le forze di lavoro negli ultimi 50 anni sono passate, quindi, dai 21,5 milioni del ‘60 ai quasi 25 milioni del 2009, con una lievissima diminuzione degli uomini (da 14,9 milioni nel 1960 a 14,8 oggi con un calo dello 0,8%) e un cospicuo aumento delle donne (da 6,6 milioni nel 1960 a 10,1 milioni oggi con un aumento del 53%).
Parallelamente, il peso percentuale degli uomini è sceso dal 69,2% al 59,3% ed è salito dal 30,8% al 40,7% per le donne.
Insomma, la rimonta è avviata e riguarda specularmente anche gli occupati.
Certo, le donne sono ancora molto ‘staccate’ (47,2% il tasso di occupazione) rispetto agli uomini (69,8%) ed anche il divario tra Nord (tasso di occupazione 75,8% per gli uomini e 57,6% per le donne) e Sud (60,2% uomini e 31,3% donne) la dice lunga sulla strada da percorrere, ma la rincorsa continua.
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