Ad Haiti donne e bambine maggiormente in pericolo dopo il terremoto

Una delle notizie piu’ inquietanti delle ultime settimane, tra il caos e l’instabilità dilaganti ad Haiti dopo il terremoto del 12 gennaio, riguarda il significativo aumento di aggressioni contro donne e bambine all’interno dei rifugi temporanei che oggi affollano il Paese.
Le denunce di violenze e stupri contro le donne, ormai all’ordine del giorno in tutto il territorio, giungono in un momento di totale assenza di sicurezza nella regione.
Secondo alcuni resoconti, le donne sono dovute ricorrere a misure drastiche per proteggersi dalla violenza nelle tendopoli sorte dopo il terremoto.
Parliamo di madri sveglie tutta la notte, che non riescono nemmeno ad andare in bagno o a prendere l’acqua, per paura che gli uomini ne stuprino le figlie mentre dormono.
Alle ragazze più giovani è stato detto di indossare i jeans sotto i vestiti, per essere ulteriormente protette durante la notte.
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Come tutti sappiamo, Luca Bianchini è attualmente considerato lo stupratore seriale di Roma: è difatti accusato di tre violenze sessuali avvenute in garage condominiali.
L’uomo è stato riconosciuto da altre due donne grazie alle foto pubblicate dai giornali dopo il suo arresto.
Per di più, già nel 1996, Bianchini era stato indagato per molestie nei confronti di una vicina, ma era stato riconosciuto (guarda un po’) “incapace di intendere e di volere”.
Le prime due donne si aggiungono alle tre vittime degli abusi compiuti tra aprile e luglio a Roma: per le ultime tre Bianchini sarebbe incastrato, secondo l’accusa, dal test del Dna.
Fortunatamente le prime due donne non hanno subito violenza, almeno non quella fisica, poiché entrambe hanno reagito urlando e mettendo così in fuga l’aggressore.
Naturalmente l’uomo si dichiara innocente, nonostante le innumerevoli prove trovate dicano il contrario.
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