25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Oggi, 25 novembre 2010, è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Nel 1999 infatti l’assemblea delle Nazioni Unite, presieduta dall’allora segretario generale Kofi Annan, aveva dato il via a una mobilitazione mondiale per eliminare la violenza contro le donne. Il 25 novembre quindi chi partecipa all’iniziativa deve indossare un nastro bianco sul bavero della giacca, simbolo di questa “battaglia”.
Read MoreDonne violentate perchè in cerca di lavoro: arrestato lo stupratore

Victor Florian Hortopan
Ecco la foto dello stupratore seriale della porta accanto.
Sul tavolo di casa aveva una lista di annunci, cerchiati sul giornale, di donne in cerca di lavoro, disoccupate, che chiedevano di fare le baby – sitter, le colf o le badanti.
Le attirava in casa con la scusa di un’occupazione e chiusa la porta le violentava nel soggiorno.
La sua arma preferita era il ricatto e prediligeva come vittime le clandestine perché dovevano vincere anche la paura di una denuncia, se avessero raccontato qualcosa.
È stato il coraggio di tre donne, una ragazza ucraina, una donna italiana e un’albanese a far arrestare Victor Florian Hortopan, romeno di 32 anni, portato in carcere dagli agenti della Mobile di Padova guidata da Marco Calì e Dante Cosentino.
L’altro ieri una poliziotta in borghese ha bussato alla sua porta, nell’appartamento di via Crescini, 8/B.
Read MoreManfredonia: arrestato Bottalico, il presunto stupratore
E’ stato individuato ed arrestato dagli agenti del commissariato di Manfredonia, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Foggia, il presunto autore di una serie di molestie e violenze ai danni di almeno due donne avvenute sul lungomare della cittadina sipontina mentre le vittime facevano jogging.
Si tratta di Giuseppe Bottalico, 26 anni, che deve rispondere di violenza sessuale.
Read MoreAd Haiti donne e bambine maggiormente in pericolo dopo il terremoto

Una delle notizie piu’ inquietanti delle ultime settimane, tra il caos e l’instabilità dilaganti ad Haiti dopo il terremoto del 12 gennaio, riguarda il significativo aumento di aggressioni contro donne e bambine all’interno dei rifugi temporanei che oggi affollano il Paese.
Le denunce di violenze e stupri contro le donne, ormai all’ordine del giorno in tutto il territorio, giungono in un momento di totale assenza di sicurezza nella regione.
Secondo alcuni resoconti, le donne sono dovute ricorrere a misure drastiche per proteggersi dalla violenza nelle tendopoli sorte dopo il terremoto.
Parliamo di madri sveglie tutta la notte, che non riescono nemmeno ad andare in bagno o a prendere l’acqua, per paura che gli uomini ne stuprino le figlie mentre dormono.
Alle ragazze più giovani è stato detto di indossare i jeans sotto i vestiti, per essere ulteriormente protette durante la notte.
Read MoreSpesso il nostro aguzzino è colui che dovrebbe proteggerci
I dati diffusi dall’Associazione matrimonialisti italiani in vista delle Giornate nazionali di prevenzione della violenza intrafamiliare e sui minori, che si terranno a Roma il 29 e 30 gennaio, danno un quadro drammatico delle violenze che avvengono all’interno delle mura domestiche, troppo spesso passate sotto silenzio.
Il 69,7%% degli stupri ai danni delle donne è opera di partners, il 17,4% di un conoscente e solo il 6,2% è opera di estranei.
Gli sconosciuti commettono soprattutto molestie fisiche sessuali, stupri solo nello 0,9% dei casi.
Dall’analisi dell’Ami emerge che sono maggiormente esposte al rischio di subire violenze le donne che hanno un partner che aveva un padre che picchiava la propria madre (30%) o che a sua volta è stato maltrattato dai genitori.
La quota di violenti con la propria partner è pari al 30% fra coloro che hanno assistito a violenze nella propria famiglia di origine, al 34,8% fra coloro che l’hanno subita dal padre, al 42,4% tra chi l’ha subita dalla madre e al 6% tra coloro che non hanno subito o assistito a violenze nella famiglia d’origine.
E seppure il 21,3% delle donne ha avuto la sensazione che la sua vita fosse in pericolo in occasione della violenza subita, solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un reato, per il 44% è stato “qualcosa di sbagliato” e per il 36% solo “qualcosa che è accaduto”.
Anche nel caso di stupro o tentato stupro, solo il 26,5% delle donne lo ha considerato un reato.
Il 27,2% delle donne ha subito ferite a seguito della violenza. Ferite, che nel 24,1% dei casi sono state gravi al punto da richiedere il ricorso a cure mediche.
Le donne che hanno subito più violenze dai partner, in quasi la metà dei casi hanno sofferto a seguito dei fatti subiti di perdita di fiducia e autostima, di sensazione di impotenza (44,9%), disturbi del sonno (41,5%), ansia (37,4%), depressione (35,1%), difficoltà di concentrazione (24,3%), dolori ricorrenti (18,5%), difficoltà a gestire i figli (14,3%), idee di suicidio e autolesionismo (12,3%).
Si registrano anche violenze a danno degli uomini soprattutto laddove i figli sono contesi.
Molto frequentemente i mariti/padri, infatti, sono denunciati per falsi abusi sessuali o maltrattamenti in danno dei figli: il 70% di queste denunce si esaurisce con provvedimenti di archiviazione, proscioglimento o assoluzione, dopo anni di indagini e interruzione totale dei rapporti padri/figli.
Chi dovrebbe essere lì, pronto a difenderci, tante volte è colui che abusa della propria donna, o dei propri figli, ma quanti sono gli uomini che si battono per difendere i diritti di una donna o di un bambino?
Sono tanti, tantissimi, e va ricordato che il male non alberga in un cuore maschile, ma in uno malato, donna o uomo che sia.
Grazie, quindi, a tutti gli uomini che fanno una cosa che purtroppo non è tanto scontata: rispettare donne e bambini.
Fonte: notizie.tiscali.it
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